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Bambini vs coronavirus: vinciamo sempre

06 Marzo 2020

Mai avrei pensato che il 2020 portasse una tale paura a tutti noi: stiamo vivendo un momento di ansia e grande preoccupazione per il coronavirus, da cui si potrà uscire con altrettanta forza ed altrettanto impegno da parte di ognuno di noi.
In tutto questo c’è un aspetto che però forse sfugge: questo virus, al di là delle gravissime conseguenze riguardanti la salute pubblica e l’economia italiana e mondiale, ci sta facendo rallentare.
Milano ad esempio è piu’ silenziosa, chi si deve per forza spostare da una zona all’altra difficilmente si ritrova in coda, si ha tempo per alzare lo sguardo e per guardarsi dall’alto.
Fino a qualche anno fa non lo avrei detto, ma, (e ci tengo a precisare che comprendo benissimo la situazione di chi teme le ritorsioni economiche che sicuramente ci saranno nel nostro Paese), sono felice di avere i miei figli a casa: me li sto godendo.
Ovviamente posso permettermi di dire questa frase perché considero Qui, Quo, Qua, (come li chiamo io), fuori dal “periodo terribile” dei primi 3 anni: la piu’ piccola, Giulia, compirà infatti 6 anni ad ottobre prossimo.
Conosco molto bene lo stress dei primi anni in cui rimanere anche solo una giornata in casa con un figlio piccolo è devastante, figuriamoci per cosi’ tanti giorni e senza alcuna possibilità di portarli a sfogarsi.
Io mi sento molto fortunata perché sto vivendo questi giorni in uno stato di adorazione perenne nei loro confronti e non perché io non stia con loro di consueto, ma perché questa situazione ci ha dato modo anche di stare insieme in un modo diverso: non si tratta di una vacanza, né della quotidianità anche complicata che viviamo sempre.
Oggi la mia Viola compie 11 anni: in questi giorni sono stata molto dispiaciuta di non averle potuto organizzare la consueta festa di compleanno con gli amici magari al cinema e lei come ha reagito?
Ieri sera mi ha abbracciato a sorpresa da dietro le spalle e mi ha detto, come se nulla fosse: “Mamma, a me basta che mi dai un abbrasssciooone, (come dice lei), e io sono felice!”
E io ora le dico……in queste righe….”non sai tu la felicità che hai dato a me dicendomi queste cose!”
Viva i nostri bambini!

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