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Carpe Diem!

27 Gennaio 2013

Ogni tanto mi capita di pensare alla mia vita “pre figli” e mi chiedo: com’è possibile non aver utilizzato al massimo tutto quel tempo a disposizione?Non mi accorgevo di averlo!

Seppure attivissima, (ho frequentato per diversi anni un corso di danza, avevo sempre qualche amica/o con cui uscire e, se potevo, nei weekend c'era spesso una gita fuori porta in programma), di tempo ne avanzava comunque!
In settimana mi svegliavo alle 7 dopo aver dormito altrettante ore, mi preparavo in bagno senza fretta, prendevo il metrò ed andavo in ufficio a lavorare…..chiacchieravo ogni tanto con le mie colleghe trattando ogni giorno un argomento diverso, potevo permettermi di fare straordinari in ufficio, per poi rientrare a casa soddisfatta…..e mi sentivo stanca!?!

Ora mi alzo alle 6.45 dopo aver dormito sì e no 2 ore consecutive senza aver sentito almeno uno dei miei bambini svegliarsi o piangere, mi lavo il viso mentre mia figlia dalla cameretta chiede con insistenza di metterle Rai YoYo per vedere Peppa Pig ed il piccolo si attacca da sotto ai miei pantaloni per farsi prendere in braccio.
..E qui inizia la fase di vestizione: chissà perché i bambini sono così ostili all’abbigliamento….li rincorri tra la cameretta e l’ingresso, cercando di braccarli frettolosamente evitando con cura di staccargli un braccio!Mio figlio, poi, ha preso l’insana abitudine di tirare una delle sue due scarpine non appena lo "catturi", centrandoti regolarmente almeno il naso!
..Si sale in auto: la bimba comincia a voler ascoltare mille canzoni diverse della chiavetta usb, (e non sono “le tagliatella di Nonna Pina”, ma le canzoni di Franco Califano o dei Modà), mentre ci dirigiamo al nido ed alla materna dove praticamente li “lanciamo” all'interno cercando con la coda dell’occhio di guardare gli avvisi esposti (regolarmente c’è la bella sorpresa dello sciopero del giorno dopo!); dopodichè, mentre mio marito va per la sua strada, io prendo il metrò, vado in ufficio, (e lavoro!), pranzo in metà pausa per  uscire in tempo ed andare a prendere i "nanetti" tra le 17.30 e le 18.
Torno a casa, sistemo.... ed eccoci al momento del bagnetto: praticamente il lago di Garda in casa!
Si cena, si gioca ancora un pò e.....verso le 23, finalmente, regna il silenzio….

A questo punto, come da manuale, dovrebbe essere giunto il momento della coppia: non so voi, ma mio marito ed io riusciamo a mala pena a raccontarci cosa è capitato in ufficio, oltre al fatto che, a quest'ora, almeno uno dei due è già abbracciato a Morfeo e ha poco meno di un occhio aperto.

Tempo per me?Zerooooo!....ah, no, ho sbagliato perchè alcuni, (che non hanno figli), mi chiedono di cosa mi lamento dato che già.. “vado in ufficio"!(e, per loro questo, vuol dire dedicarsi tempo).
Sono gli stessi che ti dicono che non vuoi fare straordinari perché non hai voglia di lavorare (e non capiscono che gli straordinari, invece, porterebbero un maggior guadagno a fine mese)!
Tempo per la coppia?Zero al quadrato!

Fortunatamente più passa il tempo e maggiori sono i momenti a propria disposizione; un’ottima organizzazione e l’unione in famiglia sono i fattori principali che ti permettono di andare avanti, giorno dopo giorno.

Le giornate non sono mai uguali, capita spesso l'imprevisto: ma se alla base si è preparati e non ci si fa cogliere dallo stress, si riescono a fare molte più cose di quelle che si pensa.

Certo, ci vuole anche molta buona volontà....l'energia e l'entusiasmo arrivano inaspettati.

L'importante è accettare, senza sensi di colpa, che anche i genitori hanno bisogno dei propri momenti, singolarmente e per la coppia: avere la possibilità di crescere un bambino rende una persona completa, ma, allo stesso tempo, non è sufficiente...l'individuo ha sempre necessità di un proprio spazio vitale.
 

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