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Riflessioni di una Family Manager

15 Gennaio 2013

La settimana scorsa è apparso on line un articolo: riguardava il tempo che una mamma riesce a dedicarsi ogni giorno e, secondo recenti statistiche, sembra che consti di soli 24 minuti.
Concordo con la giornalista nell’affermare che una donna, soprattutto dopo essere diventata genitrice, diventi multitasking e riesca a fare più cose contemporaneamente in pochi attimi.
Organizzare gli impegni quotidiani in una famiglia, per poter permettere a tutti i suoi membri di godere al meglio delle proprie giornate, è il focus di una Family Manager: ma ogni donna, a suo modo ed involontariamente, si trova a diventarlo dal momento in cui decide di diventare mamma.
Purtroppo ad oggi esistono ancora diversi preconcetti in merito al ruolo della donna in casa: innanzitutto bisognerebbe ridimensionare la certezza per cui, dopo l’arrivo del bebè, qualsiasi cosa che lo riguardi avvenga in modo naturale e spontaneo…. non si nasce genitori,  lo si diventa.
Oltretutto ogni situazione personale è diversa dall’altra: alcune si trovano sole a crescere i figli perchè i mariti sono spesso assenti per lavoro, altre sono poco predisposte e non hanno idea di come gestire le giornate, altre ancora devono rientrare in ufficio subito dopo il parto e non trovano una persona fidata a cui lasciare il neonato.
E’ certo, comunque, che ogni mamma cerchi di pianificare al meglio la propria quotidianità, anche se non sempre ci riesce: in tal caso la donna può attraversare un periodo veramente difficile, in quanto si sente incompresa ed incapace a soddisfare le esigenze dei suoi cari.
Inoltre, non esistono più momenti per lei: a volte sembra che una mamma si lamenti di aver voluto un figlio, quando invece le manca "solamente" tempo e spazio vitale per sé.
Quanto spesso molte di noi si sono sentite dire “In fin dei conti, avere un bambino non è mica una passeggiata, cosa ti aspettavi?”…?
La realtà dei fatti è che nessuno, finchè non lo prova, sa quanto sia duro e difficile....e quanta stanchezza porti, fisica e mentale: il piccolo dipende totalmente da noi.
Si tratta di una responsabilità enorme, sebbene splendida: certo, l’ istinto naturale prevale e ci aiuta, ma non significa però che tutto sia semplice.
I genitori, (e non parlo solo delle mamme, ma anche di molti papà che, fortunatamente, stanno diventando bravi a fare le loro veci), dovrebbero avere il diritto di riacquistare i propri spazi, senza doversi sentire in colpa.....che si tratti di una semplice doccia, del piacere di chiacchierare con un’amica al telefono, o di una serata da poter condividere con i rispettivi compagni.
Desiderare tempo per la cura di noi stessi non significa trascurare i bambini: significa semplicemente avere ancora rispetto di sé.

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